Skip to content

Itinerario Etno-antropologico

Il percorso è stato ideato percorribile in “bicicletta” in quanto questa modalità offre la giusta modalità per una piacevole gita nelle campagne e colline a nord-ovest di Canicattì.
L’intero percorso è lungo circa 8 km, di cui 7 fuori città, con qualche dislivello non particolarmente impegnativo.
Rimarchiamo soprattutto di dedicare la necessaria attenzione al sito di Vito Soldano (punto B) e alla Masseria di Contrada Cazzola, anche se abbandonata offre la suggestione del passato, rappresentando uno dei più bei borghi rurali siciliani.

A 6 km da Canicattì, tra la strada statale numero 122 che collega Agrigento con Caltanissetta e la Reggia trazzera Canicattì-Castrofilippo, si sviluppa per ben 40 ettari il sito di Vito Soldano, uno dei pochi centri romano bizantini individuati, ove sono affiorati nel tempo resti di città antiche e sono stati ritrovati reperti ed in particolare monete appartenenti a diversi periodi storici.
Tutto ciò nell’immaginario collettivo canicattinese ha sviluppato numerose leggende legate alla presenza di un tesoro sotterraneo la cui scoperta dovrebbe portare al riscatto dell’intera Sicilia. Molte di queste legende sono altresì collegate alla saga di Carlo Magno e dei suoi paladini, così come è avvenuto, con analogie a volte davvero sorprendenti, anche in altri comuni del territorio nazionale.
L’interesse naturalistico della zona deriva dalla particolare collocazione geografica. La zona delimitata idealmente dal castello di Naro, dal Monte Castelluccio, da Recalmuto, dalla Serra Puleri e da Monte Bardaro, sulla direttrice per Caltanissetta, era da tutti considerata fonte di benessere per la fertilità e per la ricchezza di acque. Il fiume Naro, le sorgenti Giarra, Balata dei russi, Gulfi di Trabia, Calice di San Francesco, Granci e le acque piovane di Grotticelle, Aquilata, Andolina e Cazzola.
Le vicende legate al sito di Vito Soldano ed il suo stesso nome sono stati oggetto in passato e lo sono ancora oggi, di accese discussioni tra gli storici e gli archeologi. Al di là dell’attribuzione di un nome certo, è da ritenere che in località Vito Soldano sia esistito un insediamento greco. Che tuttavia avrebbe avuto maggiore sviluppo nel periodo romano bizantino, come confermato dagli scavi archeologici.
Al tempo della conquista araba l’antica città avrebbe assunto la denominazione di Vito Soldano, con riferimento ad un’importante dignitario musulmano. Secondo altri invece, ad esempio il Calvaruso, non si tratterebbe del nome di una persona, ma di un toponimo, Beit Sultan, che significherebbe casa del sultano. L’antica città era in posizione strategica lungo la via che congiungeva Agrigento con Catania attraverso Caltanissetta ed Enna.