Itinerario religioso di Canicattì
L’itinerario parte da Piazza XXIV Maggio dove si trova la solenne facciata della Maria SS. Degli Agonizzanti. Nacque proprio per soccorrere i moribondi.
La prima fondazione risale al 1659, per volere del Vicario Foraneo don Carlo Adamo, Barone del Monte e della Grasta, quando vi si trasferisce la Confraternita omonima, che già operava dal 1634 nella Chiesa Madre.
Seguendo il percorso sulla mappa, a meno di 300 metri ci troviamo in via Duomo, davanti una gradinata che sale al sagrato della Chiesa San Pancrazio o Chiesa Madre. I lavori di costruzione iniziarono nella prima metà del secolo XVIII, grazie all’iniziativa del barone Gaetano Adamo e del fratello don Carlo e possono essere considerati conclusi intorno al 1765. La chiesa viene consacrata il 25 maggio 1874.
La terza tappa del nostro percorso si trova a 600 metri seguendo la mappa, in piazza Indipendenza, dove si trova la Chiesa Santo Spirito, che si erge, insieme all’ex convento francescano, sulla cima del colle nella parte più alta della città, caratterizzandone lo sky-line. La chiesa è stata costruita dal duca Giacomo I Bonanno Colonna e la moglie Donna Antonia Balsamo, nel 1633. L’attuale edificio sorge su una preesistente chiesa appartenuta alla Confraternita SS. Salvatore ed innalzata, secondo una tradizione purtroppo non verificabile, su una chiesetta normanna edificata dall’allora vescovo di Agrigento, S. Gerlando di Basançon. I Frati Minori Francescani, dopo esserne venuti in possesso nel 1633, decisero di riedificarla affidandone i lavori a Frà Antonio Nocera, artefice dell’apertura del convento di Canicattì.
Dopo 500 metri sul percorso della mappa si trova la chiesa San Biagio, un modesto rettangolo con quattro altari, venne edificata agli inizi del seicento. Nel 1753 fu elevata a parrocchia succursale della Chiesa Madre, dal vescovo mons. Lorenzo Gioeni. Nel 1755 fu concessa una confraternita omonima attiva fino al 1920, dal vescovo mons. Andrea Lucchesi Palli, come testimoniato dalla statua secentesca raffigurante San Biagio, tutt’ora conservata sul pilone destro dell’arco trionfale, una devozione molto sentita in passato.
Il quinto punto dell’itinerario si trova a 800 metri seguendo la mappa, dopo i quali si giunge alla confluenza di diverse strade che costituisce il centro del traffico urbano e dell’intera città, in questo spiazzo, Largo Savoia o Piazza San Diego, campeggia la facciata della Chiesa San Diego (ex Chiesa San Sebastiano). L’istanza per edificare una chiesa in onore di San Sebastiano fu inoltrata al vescovo di Girgenti dalla Confraternità di San Sebastiano, come ex voto in seguito a una grave epidemia di peste. Il culto del Santo francescano spagnolo si diffonde a Canicattì, ben presto, intorno alla metà del XVII secolo, quando venne aggiunta una cappella a lui dedicata nella preesistente Chiesa San Sebastiano. A causa delle cattive condizioni di quest’ultima, venne deciso di sostituire la ostruzione, edificata tra il 1576 ed il 1583, con l’attuale, dedicata a S. Diego (Protettore di Canicattì) i cui lavori iniziarono nel 1770 e terminarono nel 1782 con la realizzazione dei portali lapidei.
Seguendo la mappa per altri 500 metri si arriva alla Chiesa Santa Maria del Carmelo La costruzione della Chiesa del Carmelo insieme al convento che vi sorgeva accanto è da collocare intorno alla metà del Cinquecento. Nel 1557 è documentata l’autorizzazione alla costruzione di una cappella in onore della Madonna della Catena, concessa dai padri carmelitani a tale Giovanni Falco.
Dopo un chilometro seguendo il percorso sulla mappa si arriva ad una delle chiese più belle di Canicattì, la Chiesa di San Domenico, con annesso Convento. La data di completamento dei lavori, il 1612, è scolpita in alto sul muro prospiciente il portone di ingresso dell’ex convento. Fu costruita sotto la baronia di Filippo II Bonanno e La Rocca.
La Chiesa di San Francesco è l’ultimo punto del nostro itinerario e si trova a un chilometro e mezzo sul percorso indicato sulla mappa. Si erge su una collina e con la sua imponenza sembra benedire tutto il paese, con la statua in bronzo raffigurante San Francesco, posta sul piazzale antistante, con le braccia allargate, a forma di Croce, comunica a tutti il suo saluto augurale di PACE E BENE. La facciata è inquadrata da ripartizioni architettoniche in pietra arenaria, che hanno perduto gran parte del loro modellato plastico negli intagli, ma che riescono tuttavia a creare una atmosfera suggestiva al tramonto, quando il sole illumina l’intonaco bianco delle superfici. L’attuale Chiesa monumentale, a cui è annesso l’antico Convento dei Padri Francescani, soppresso dopo l’annessione della Sicilia al Regno d’Italia, oggi “Casa di riposo per anziani”, venne eretta sulle basi di un primitivo “Oratorio”. Schema San Francesco nel 1554, secondo gli storici, con il contributo principale del Barone G. Battista Bonanno, allora Signore di Canicattì, che nel 1559 è stato destinato a loro sepolcreto prima di edificarlo nella chiesa di Santo Spirito.
